intervista

 

Nicole Meringolo: “C’è chi ha iniziato a settembre ed è già pari alle altre”

 

Nicole Meringolo, come e quando è iniziata la sua avventura con Giovolley?

“E’ la terza stagione consecutiva. Il primo anno che ho deciso di allenare sono partita con RPF, praticamente dietro casa. Mia madre (ndr Denise Pasquali) all’epoca faceva la seconda di Augusto Sazzi in U18 e Prima Divisione, e io avevo iniziato Scienze Motorie da poco. Quell’anno lì mi sono appassionata un sacco, anche se in realtà avevo sempre respirato pallavolo. Poi mio padre (ndr Stefano Meringolo) passò a Giovolley, tre anni fa appunto, e con lui arrivai anch’io: volevo imparare tanto, ancora di più. Così feci dapprima la seconda a Elena Violi in U14, mentre la stagione successiva, stessa categoria, diedi una mano a Ermanno Franzoni, e nel frattempo aiutavo sia l’ U12 che l’U16, senza mai perdere contatto con Elena però, che stimo moltissimo. In tutto questo tempo ho iniziato a costruirmi delle idee, provare cose, anche perché mi lasciavano sempre dei piccoli spazi per farlo, fino ad arrivare a oggi che sono alla guida della Bonacini Idea Giovolley, l’U12”.


In famiglia, tutti tecnici.. ma i pasti sono pasti da comuni mortali anche per voi o piuttosto infernali sedute di tattica?

“Be’, a casa mia si parla solo di pallavolo, è sempre stato così, sempre, sempre. Siamo circondati: pallavolo ovunque. E soprattutto quando la mamma allenava di più. Ogni tanto ci diciamo che possiamo anche cambiare discorso, ma non c’è niente da fare: persino gli amici dei miei genitori sono tutti ragazzi della pallavolo. Vengono addirittura a fare l’aperitivo da noi il 24 dicembre, è diventata tipo una tradizione. Da piccola quando raccontavo in classe dove andavo e con chi, quando seguivo mio padre in trasferta, c’erano compagni che non capivano proprio, e a me sembrava di fare una vita diversa, allora, speciale, e che mio padre fosse una specie di supereroe”.


Dunque continuiamo a parlare di pallavolo: come sta andando il girone? Terre Matildiche fa un campionato a parte? E come vanno interpretate invece le difficoltà in Young Volley Cup?

“In U12, tolta la sconfitta con la capolista Terre Matildiche, stiamo andando davvero bene. Terre Matildiche somigliano molto, anzi, avrebbero potuto competere benissimo con le squadre che abbiamo incontrato nelle due tappe di Young Volley. Sono realtà che lavorano in modo tecnico già da diverso tempo (almeno da uno, a volte due anni). Noi siamo un pochino in ritardo da questo punto di vista, nel senso che abbiamo bimbe che ancora ci stanno arrivando in palestra senza avere mai fatto pallavolo, o che comunque hanno iniziato a settembre. E così è difficile competere, dopo un lavoro di pochi mesi, con chi si allena da uno/due anni. Noi a Young Volley ci teniamo moltissimo anche se le bimbe fanno tanta fatica: le teniamo su di morale, spieghiamo loro che è uno strumento per capire che, anche se stiamo vincendo in provincia, dovremmo ambire a un livello molto più alto. E questo secondo noi le può spronare”.


Che tipo di allenatore è Nicole Meringolo? Qual è il suo ‘credo’?

“Bella domanda: ne ho tantissimi. Credo che le bimbe si debbano innanzitutto divertire perché questa è un’età di transizione dai centri di avviamento all’ U13, che è puro agonismo. Credo però anche nelle regole e nel rispetto, nel lavoro tecnico, motorio e personale. In generale poi credo nello sport, al di là della pallavolo, lo sport che educa e dà ordine”.


Cosa le piace delle sue giocatrici? In cosa devono migliorare? C’è qualche atleta che spicca nel gruppo?

“Per ora nessuna spicca, è un gruppo molto omogeneo. Mi piace la loro voglia di stare in palestra, l’impegno che ci mettono anche quando sono stanche. Sono contenta di alcune moltissimo perché hanno capito il senso del gioco; certe hanno fatto dei miglioramenti che, vedendole a inizio anno, non mi sarei mai aspettata, tant’è vero che alcune hanno cominciato a settembre e sono già allo stesso livello delle altre”.


Pallavolo a parte, Nicole ha altre passioni?

“Direi lo sport in generale, tranne il calcio che mi annoia. Mi sta prendendo tanto giocare a tennis tutti i giorni, ma non disdegno nemmeno il mondo della palestra, più che altro gli esercizi a corpo libero. In realtà mi piacciono poi tante cose, ad esempio il disegno.. anche se non sono capace”.

giovedì 18 gennaio 2018

 
 
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